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20 Ottobre 20
Magazine

Addio Enzo Mari, maestro del design

Si è spento all’età di 87 anni, all’ospedale San Raffaele di Milano, Enzo Mari maestro del design e dell’architettura italiana, uno dei padri del “made in Italy” moderno, considerato uno dei più grandi designer del Novecento.

“Ciao Enzo. Te ne vai da Gigante” con queste semplici parole scritte in un Tweet Stefano Boeri, collega e amico, ha voluto salutare uno dei più grandi designer italiani del Novecento.
Nato a Cerano in provincia di Novara nel 1932, all’età di tre anni si trasferisce con tutta la famiglia a Milano dove resterà per tutta la vita.
Si forma all’Accademia delle Belle Arti di Milano dove è già molto attivo fin dagli esordi con mostre personali in gallerie e musei d’arte contemporanea.
Partecipa a diverse edizioni della Triennale di Milano e alla Biennale di Venezia. Inizia contemporaneamente l’attività di designer collaborando fin da subito con importanti industrie del settore grafico, editoria e del prodotto industriale.
Uno degli elementi fondamentali del lavoro di Mari era l’aspetto sociale che il design doveva avere nella vita quotidiana delle persone. Mari è stato uno dei padri fondatori del design “Made in Italy” del Novecento proprio per questo motivo, la sua visione era di progettare qualcosa che doveva essere l’unione di stile e funzionalità.

Oltre all’immenso contributo concettuale e teorico che Mari ha saputo dare al design anche le sue opere rimangono dei punti di riferimento per tutto il mondo del design.
Tra i suoi innumerevoli successi ha vinto per cinque volte il Compasso d’Oro (1967, 1979, 1987, 2001 e 2011 premio alla carriera).
Solamente tre giorni fa a Milano si era inaugurata una mostra alla Triennale in onore dei 60 anni di carriera del designer, mentre la scorsa settimana Hans Ulrich Obrist, curatore della mostra, definiva Mari un “Leonardo Contemporaneo” sottolineando la vastità di argomenti, interessi, oggetti e opere con cui ha segnato sin dal Dopoguerra il mondo del made in Italy e della cultura del Novecento.

Di seguito 5 oggetti che sono rimasti impressi nella storia del design italiano.

Formosa – Danese

 

Famosissimo calendario da parete realizzato nel 1963 per Danese. Il concetto è molto semplice quanto efficace, su una piastra di alluminio si montano dei pannelli più piccoli in PVC con i numeri e le date. Un design che è stato ripreso e copiato in moltissime versioni anche tecnologiche.

Putrella – Danese

 

Uno degli oggetti più famosi di Mari è il vassoio Putrella per Danese, questo vassoio è realizzato utilizzando un unico pezzo di trave da edilizia in acciaio (una putrella, appunto), piegata alle estremità. Il senso ironico dell’oggetto è dato dalle pieghe ottenuto su un oggetto edile che non dovrebbe piegarsi facilmente.

Sof-Sof – Driade

 

Una comoda e semplice sedia caratterizzata da due semplici cuscini ottimizzata per la produzione industriale. Prodotto nel 1972 successivamente riedita nel 2015.

Sumatra – Danese

 

Questo porta documenti da ufficio venne progettato nel 1976 per Danese. La particolarità era il fatto che fossero impilabili e realizzati in plastica colorata.

Delfina – Rexite

 

Una delle più famose opere di Mari realizzata nel 1979, la forma è semplice e pulita realizzata con schienale e seduta in cotone e microfibra. Questa sedia gli valse il suo secondo Compasso d’Oro nel 1979.

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